No one knows…i 3 tipi di conoscenza

Ciao a tutti,

ecco a voi un post rapido-rapido-veloce-veloce da leccarsi i baffi del mouse. Nonostante il titolo richiami un celebre pezzo dei Queens of the Stone Age, il post non riguarda sessioni di musica stoner nel deserto a base di droga e chitarre distorte, ma mi è utile per girarci questa succulenta segnalazione giunta dritta dritta nella casella mail da un iperstressato e preoccupatissimo Michele (nel link il suo/nostro adorato sito di cinema). Il nostro amato dottorando in partenza per gli USA mi ha infatti questa mattina inviato il link ad un bell’articolo di Steve Schwart, comparso proprio il 9 febbraio sul suo blog: No One Knows What the F*** They’re Doing (or “The 3 Types of Knowledge”).

In questo articolo si esamina il senso di smarrimento e di “frode” che molti di noi provano quando vengono lodati o ricevono dei riconoscimenti. Spesso ci si chiede, o almeno io e Schwartz ce lo chiediamo, ma com’è possibile che premino proprio me!? Io non so niente! Il mio collega/amico/compagno è molto più sicuro di sè, più pronto, più preparato!

Ebbene il simpatico Steve divide la conoscenza personale in 3 possibili tipologie:

  1. shit you know, ovvero ciò che realmente si sa
  2. shit you know you don’t know, ciò che si sa di non sapere
  3. shit you don’t know you don’t know, ciò che non si sa di non sapere

Riprendendo Sofocle, il buon Steve ci spiega come la categoria di conoscenza più pericolosa sia proprio la terza, in quanto ci fa agire sereni e sicuri di noi stessi senza avere dubbi e senza cautele. Se io mi metto alla guida di un auto da corsa e sono consapevole di non saperla guidare, probabilmente chiederò consiglio, leggerò il libretto delle istruzioni o, se sono proprio costretto a muovermi, partirò in prima con mezzo freno a mano tirato (so di non saper guidare una Ferrari). Al contrario se io mi mettessi alla guida della stessa auto senza sapere di non essere in grado di guidarla, diventerei una bomba ad orologeria per me e per gli altri.

Ed è questa la conclusione dell’articolo: l’importante non è quanto sai ma quanto sai di non sapere. In questo modo ci si sentirà per sempre dei ladri insicuri ma non si sarà mai di reale pericolo per sè e per gli altri. Non fatevi spaventare da chi si mostra sicuro e consapevole: loro non sanno più di voi, sono solo meno convinti di non sapere.

Il grafico introduttivo dell'articolo di Steve

Il grafico introduttivo dell'articolo di Steve

Insomma leggetevi il bell’articolo e fatemi sapere cosa ne pensate…

Semper Vester
dc

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