Il malessere analogico

Qualche tempo fa mi è stato gentilissimamente offerto un abbonamento a prezzo semi-stracciato a Wired, la rivista techno-geek-fighetta che ultimamente è sulla bocca di tutti.

E’ una rivista ben fatta, soprattutto bella che, grazie ad un publishing di grandissima classe, dà ancora un senso al cartaceo. Purtroppo però io sono un nativo digitale: c’era un bel grafico su Lost e i rapporti sociali tra i protagonisti. Il mio primo istinto è stato condividerlo con il mio amico Michele, ricercatore universitario di stanza a Boston che si occupa proprio di analisi di reti sociali. Bene: come fare a condividere un pezzo di carta? Dov’è il link? Dov’è il tasto condividi? Non c’è, come si fa, non si può. Scannerizzo la pagina e gliela mando? Ma non scherziamo. Cerco sulla versione online della rivista: niente. Gliene parlo a voce? Come faccio a descrivere un grafico a voce. Impacchetto la rivista e la spedisco a Boston? Troppo costoso, goffo, lento. Insomma: sensazione di disagio. Prurito alle mani. Nausea vomito e…No vabbe non esageriamo. Brutta sensazione comunque, davvero.

Torniamo allora un po’ indietro nel tempo: questo tipo di smarrimento analogico si è instaurato in me esattamente 2 anni e mezzo fa. Ero ad una cena con amici in una fantastica pizzeria di Viareggio (il Pachino, consigliatissimo) e, arrivatomi davanti un menu veramente esagerato di varianti di pizza, mi ero messo di buona lena a sceglierne una. Ne intravedo un paio davvero interessanti al pesce spada ma, purtroppo, mi distraggo in chiacchiere e al momento dell’arrivo del cameriere non mi ricordo più il nome.

In tutta fretta prendo in mano il menu mentre il cameriere mi guarda impaziente e, senza pensare, il mio cervello mi trasmette l’irrefrenabile impulso di premere F3 e cercare “spada”. Passo un secondo di smarrimento.  Qualcosa nei miei neuroni si rompe. Da allora insomma mi resi conto che qualcosa si era spezzato nella mia considerazione della realtà digitale ed analogica.

Sono un nativo digitale? Sono un malato di mente? Sono un nerd?

Non saprei.

Sicuramente anche queste sono…influenze.

(l’immagine dell’influenza io l’ho presa qui: http://ilnichilista.wordpress.com/2009/12/02/la-storia-del-lupo/. L’autore del blog non so dove l’abbia presa. In ogni caso se tu fossi il virus ritratto nella foto ti prego di contattarmi: provvederò subito a rimuovere l’immagine se lesiva della tua privacy)

3 Comments

  1. Michele Coscia 17 maggio 2010 at 20:59 #

    Mi fa piacere essere spesso per un motivo o per l’altro la causa scatenante dei post.
    Questa riflessione comunque fa il paio con quella di un mio amico che aveva notato un notevole incremento dei visitatori al suo blog dopo aver messo un link in un altro blog misconosciuto, mentre a seguito di un articolo su una rivista cartacea ben nota e molto letta non era successo quasi niente… Bisogna rendere la carta clickabile (ahinoi… l’iPad per quanto fatto male, e assolutamente non un’idea originale, è il nostro futuro…).

  2. Robbo 21 maggio 2010 at 12:29 #

    Per fortuna la carta non è clickabile e speriamo non lo diventi mai, perchè così avremo sempre una scusa per andare a Boston a trovare un amico, evitando di nerdizzarci e incartapecorirci con le natiche costantemente appoggiate alla sedia della scrivania e gli occhi fissi solo su un mondo racchiuso in 19”!…

    ,,,detto questo, forse comunque già solo leggere wired è un po’ da techno-NERD-fighetta 😉

  3. Damiano 21 maggio 2010 at 17:50 #

    Ciao Robbo!

    wordpress inspiegabilmente mi sta marchiando tutti i commenti come spam…quindi non mi ero accorto del tuo commento…

    In realtà però l’estensione del digitale di cui parlo va proprio nella direzione opposta: pensa a quanto sarebbe bello poter godere dei vantaggi del digitale senza dover per forza starsene col culo sulla seggiola chini su una tastiera! E la cosa bella è che stiamo andando proprio in questa direzione, dopo anni di nerdizzazione dell’IT…

    Su Boston invece il problema vero è questo: se non posso condividerla col mio amico a Boston in modo digitale, prendo l’aereo e vado fin là o semplicemente rinuncio a condividere? Purtroppo nel 99% dei casi rinuncio a condividere!

    P.S.
    Wired? Ehhhhhhhh c’hai proprio raggggione! 😀

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