Content – an illustrated history

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Vi giro una segnalazione proveniente dal sempre fecondo profilo Facebook di Francesco Bianchi, fbianchi per gli amici, che pubblica giulivo questa bella infografica sulla storia del “c0ntenuto” dall’età della pietra all’epoca dei Social Network (cliccateci sopra per vederla ad una dimensione ragionevole). Ci sarebbero in effetti un numero spropositato di considerazioni da fare. La prima che mi viene in mente è che manca Gutemberg, però boh, mi sembra una mancanza troppo evidente per essere immotivata.

Un gioco divertente è quello di trovare un filo conduttore che leghi il tutto, per dimostrare che in realtà il bisogno comunicativo è più o meno sempre lo stesso, originato dagli stessi impulsi e dagli stessi bisogni.

Andando più in profondità però dovremmo dire che la cosa che salta agli occhi è che negli ultimi 20 anni la diffusione dello “strumento” comunicativo ha subito un’impennata incredibile in termini di “comunicatori” possibili: per migliaia di anni sono cambiati i mezzi di comunicazione, ma gli attori sono sempre rimasti pochi. Grazie ad internet e al web invece praticamente tutta l’umanità (digital divide permettendo) può comunicare liberamente (regime cinese permettendo) con gli stessi strumenti e sugli stessi canali dei “broadcaster”.

L’infografica, che ha già trovato spazio su Wired, Mashable e altri nomi cool della scena radical chic, è un’opera di Philip Sheldrake . Trova ora spazio anche qui, su questo blog che è talmente radical chic da non farsi leggere praticamente da nessuno 😛

Quindi concludento grazie mille a Philip e grazie mille al buon Fbianchi.

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