2+2=5? La censura e l’oblio al tempo di internet…

Amici, amiche ed affini di questo blog, torno finalmente a deliziarvi con questo primo post 2012. Sono stati mesi intensi, carichi di cambiamenti e novità. Ho abbandonato la triste e grigia città della moda e sono finalmente tornato sulle placide sponde del Tirreno (giusto in tempo per vederci scaraventata contro una nave da crociera). Assisterete quindi nei prossimi mesi ad un brusco calo delle lamentele esistenziali (spero) che hanno avuto in questi anni ampio spazio su queste pagine. In ogni caso non vi preoccupate: troverò senza dubbio quanto prima qualcos’altro di cui lamentarmi.

Ma veniamo al vero argomento di questo post, argomento che volevo trattare da tempo e che stavo tenendo nel cassetto in attesa dell’occasione propizia. E proprio stamattina, mentre leggevo serenamente il giornale, l’aggancio perfetto si è presentato ai miei occhi:
http://www.corriere.it/politica/12_gennaio_27/sondaggio-su-monti-sparito-radio-padania_a8bec23e-492a-11e1-b976-995c60acee8e.shtml

(Riassunto per pigri: dopo la manifestazione a Milano ed i presunti fischi a Umberto Bossi, il sito di Radio Padania  pubblica sabato un sondaggio per i propri lettori sul gradimento rispetto all’operato del governo Monti, col chiaro intento di dimostrare che la Lega E’ e SARA’ sempre duramente e puramente CONTRO (contro cosa? boh). Il sondaggio arriva in poche ore a dimostrare l’esatto contrario con l’80% dei partecipanti che si dichiara soddisfatto del nuovo primo ministro, il sondaggio sparisce dal sito, dall’homepage, dall’area sondaggi e qualsiasi link all’informazione incriminata risponde un 404 del server…pagina inesistente).

Questo fatto pone immediatamente l’accento su un problema annoso di cui ho spesso discusso anche in passato: l’oblio e la censura sul web. C’è chi sostiene, il mio ex direttore, ad esempio, che uno dei pericoli dell’informazione digitale (immateriale) sia proprio la sua tendenza all’essere effimera, non “scolpita nella pietra”, modificabile in ogni momento da qualcuno intenzionato a cambiare la storia e a far si che 2+2 faccia 5, in un gioco aritmetico di orwelliana memoria (erano anni che sognavo di scrivere una cosa del genere :-P).

In parte è un’analisi corretta: se nel passato l’unico modo che aveva un regime per far sparire le informazioni scomode era di mettere all’indice e far bruciare libri e giornali non allineati, il dover distruggere fisicamente un certo numero di fonti non era affatto facile. E così i poveri faraoni egizi erano costretti a far cambiare a colpi di martello e scalpello tutti i geroglifici prodotti da eventuali faraoni precedenti fatti sparire da colpi di stato ed affini. Così la povera Chiesa Cattolica era costretta ad aggiornare continuamente il proprio indice, a dare imprimatur, a lanciare scomuniche e a bruciare eretici. Uno spreco enorme di risorse e di fiammiferi insomma, con la paura che qualche copia dell’ultimo best-sellers di Galileo si salvasse dalla furia censoria e rimanesse lì a disposizione delle generazioni future. Ma esempi simili si possono tranquillamente trovare nella storia più recente (praticamente tutti i regimi dittatoriali del Novecento si sono prodigati in tale arte) e anche recentissima (fatwa varie, Cina, ecc.).

Con la nascita del web e con la progressiva digitalizzazione dell’informazione, tutto ciò rischia di diventare estremamente semplice: se una qualsiasi fonte online vuole (o è costretta) a far sparire una notizia per sempre non deve far altro che rimuoverla dal proprio server. Se, ancora peggio, vuole alterarla per qualche turpe fine, ancora più semplice: il documento intitolato “Viva il re” diventa “Viva il nuovo re” ed il gioco è fatto.

Questa analisi, apparentemente ineccepibile, non considera però la natura stessa del mezzo internet, la sua struttura genetica intrinseca: la rete delle reti nasce come sistema specchiato in cui l’informazione, seppur univoca, è replicata infinite volte su infiniti server acceduti da innumerevoli punti di accesso incontrollabili ed indipendenti. Internet nasce proprio per far si che se un elemento della catena cade, si rompe o diventa irrangiubile, il resto dell’infrastruttura è in grado di riconfigurarsi istantaneamente e di continuare a servire l’informazione richiesta come se nulla fosse. Il concetto, originariamente militare, è diventato però arma insostibuile di democrazia e trasparenza. Tutte le evoluzioni che hanno fatto si in questi anni che il web diventasse il nostro principale canale per affacciarci al resto del mondo hanno portato con sé questa caratteristica genetica: i motori di ricerca, i blog, i social network non fanno eccezione.

Torniamo così all’esempio di partenza di questo articolo. Radio Padania ha cancellato il sondaggio e la pagina, con un po’ di sforzo avrebbe potuto ottenere da Google e dagli altri motori di ricerca la cancellazione della risorsa dagli indici di ricerca. Da un certo punto di vista, il completo oblio sarebbe stato garantito a questa scomoda notizia. Ma così non è stato: milioni di persone hanno avuto l’occasione di vedere la pagina, di leggerla, di commentarla. Tutti gli utenti internet hanno avuto la possibiltà di scrivere sul proprio blog un commento alla notizia. Milioni di utenti dei social network hanno potuto scrivere tweet o commenti sui propri profili. La cancellazione stessa o un’eventuale rettifica non dichiarata, sarebbe stata immediatamente sottolineata dalla libera comunità degli utenti del web di tutto il mondo. I confini nazionali e gli eventuali poteri politici locali sarebbero stati immediatamente smascherati e superati dalla comunità globale di utenti attivi. La verità storica sarebbe stata immediatamente ripristinata dall’insieme delle libere menti di tutti noi.

La condivisione impazzita ed incontrollabile che rende il web caotico, spesso inaffidabile e alle volte anche pericoloso, è la prova migliore di come l’immateriale fluire dell’informazione, non più ancorata al potere di pochi gatekeeper,  sia la più grande forza democratica nata nella storia dell’umanità (mamma mia che frase ad effetto).

Semper Vester
dc

No comments yet.

Lascia una risposta