Anche Ducati ha problemi di UX

A quanto pare anche la Ducati ha qualche problema di User Experience nei suoi cockpit da corsa.

Come si legge su GPone, Andrea Iannone al momento di attivare la procedura di partenza sulla sua Ducati durante l’ultimo GP di Jerez, ha sbagliato tasto attivando invece la mappatura bagnato. Come ha dichiarato il pilota (tratto sempre da GPone):

“Purtroppo una volta inserita quella mappa è impossibile tornare indietro mentre si guida, perché la procedura è complicata – spiega – Mi sono trovato 11° e la moto si comportava in modo anomalo, ho anche rischiato di essere disarcionato. Il sistema si autoregola con il passare dei giri, ma le gomme rain hanno profili e dimensioni diverse, quindi non riusciva a tararsi. Non era tanto un problema di potenza, quanto dei controlli che non funzionavano come avrebbero dovuto. La gomma posteriore continuava a scivolare, anche a centro curva”.

Insomma sembrerebbe un esempio di errore dell’utente indotto dall’interfaccia, infatti come ha ammesso il DS della scuderia italiana Paolo Ciabatti:

“Per passare dalla mappa da asciutto a quella da bagnato e viceversa effettivamente la procedura non è semplice: bisogna tenere premuto il pulsante per 4 secondi. Il che rende praticamente impossibile farlo in gara – chiarisce – E’ una scelta voluta in modo che un pilota non possa inavvertitamente cambiarla in corsa. Oggi abbiamo scoperto che però può presentare quest’altro inconveniente e ci attiveremo per risolverlo”

Non ho immagini del cockpit. Inoltre non ho nessuna competenza di moto e corse. Inoltre direi che di fondo quel che è successo è altamente improbabile. Inoltre direi che la Ducati ha dei designer molto più bravi di me. Quindi senza voler criticare o ridicolizzare, ma solo con spirito di speculazione scientifica, mi piacerebbe fare qualche considerazione, così, per gioco (ovviamente se qualcuno ne sa di più ogni commento è benvenuto):

  • L’errore parrebbe proprio nella scelta troppo drastica di design: una manovra potenzialmente pericolosa è stata resa impossibile, non solo molto difficile. Il tutto senza considerare correttamente tutti i casi di utilizzo, ovvero la combinazione di “attivazione da fermo”, “disattivazione in movimento”. Il cockpit non è destinato a piloti della domenica o a piloti casuali, quindi il rischio forse si poteva valutare meglio. Magari sarebbero bastate 4 rapide pressioni (o 4 lente) o una gesture univoca non legata ai movimenti di guida (uno slide contrario al movimento naturale delle mani) per rendere la mappatura difficile ma non impossibile (teoria del piano b)
  • Se la manovra è stata resa impossibile vuol dire che in gara non deve essere possibile eseguirla. Quindi mi chiedo: perché da fermo è possibile? L’idea più banale (ma chissà se è vera) che mi è venuta è che sia stato fatto per facilitare la rimappatura veloce ai box. Se fosse così, non sarebbe stato meglio rendere utilizzabile il bottone solo vicino ai box (con un sensore di qualche tipo o banalmente rilevando uno degli strumenti dei meccanici sulla moto)?
  • Perché il pilota è riuscito a tenere 4 secondi premuto un pulsante che non avrebbe dovuto neanche premere? Iannone dice di averlo confuso con la manovra di partenza. Allora forse i due pulsanti non sono stati sufficientemente differenziati. Magari applicando un po’ di inconsistenza indotta si potevano posizionare più lontani o, ancora meglio, rendere attivabili con due gesture completamente diverse (e.g. come sopra: uno attivabile con una pressione di 4 secondi, l’altro con 4 pressioni singole; uno attivabile con una pressione di 4 secondi, l’altro attivabile con uno slider molto rigido, ecc. ecc.)

Voi che ne dite? Qualche esperto centauro ci può dare qualche altra idea?

Semper Vester

d.

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