Facebook l’Illusionista

Ho notato ieri per caso un bell’esempio di illusionismo su Facebook.  Sia nella versione web che nella app nativa: una struttura di finti post viene caricata immediatamente all’apertura, generando nell’utente l’illusione di un caricamento istantaneo.

La pagina appare da subito caricata, ma i post visualizzati sono vuoti, “fake”, composti soltanto da box grigi. Solo al termine del caricamento la finta struttura del post si popola col post vero e proprio. Questo è uno dei tanti esempi di come giocando con le regole della percezione si possa modificare radicalmente l’esperienza utente: il nostro cervello elabora la struttura del contenuto, la percepisce come ordinata e completa e ci libera dall’ansia dell’attesa.

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Questo genere di idee non sono altro che modi ingegnosi di risolvere un problema di cui ormai tutti diamo per scontata la soluzione:  a chi non sarebbe venuta voglia di aggiungere la solita, oscena, abusata rotating wheel?

C’è chi dice giustamente che esistono mille modi per rendere meno noiosa una rotellina che gira (lo fa benissimo Stephen Anderson nel suo Seductive Interaction Design), ma la verità è che siamo esseri impazienti a cui aspettare semplicemente non piace. Così Facebook in questo caso, ha deciso di darci la sensazione di non dover aspettare per niente.

Come spesso accade la  più potente arma nel campo dell’interfaccia è una buona illusione.

Semper Vester

d.

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